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Appuntato qui il flusso di coscienza di Dominique

Questo è un flusso di coscienza di Dominique

Che non credo nessuno abbia letto... il gruppo di lavoro dovrà leggerlo e sintetizzarlo

PRELIMINARI del PROGETTO punti di riflessione da discutere. Lo scopo e fornire un interfaccia web per gestire le attività operazionale dei GAS. Queste sono principalmente l’acquisto e la distribuzione di prodotti con la gestione dei scambi economici. Questo strumento informatico si rivolge ad un pubblico ampio (“Contaminare”) e non solo a persone eticamente orientate (“nicchia”). Toni: "cibo buoni per TUTTI!". Le persone a chi si rivolge il sistema comprende gente poco abile nel usare il computer. Un criterio predominante nel convalidare il sistema sarà quindi l’Accessibilità. Le pagine dovranno essere semplice e intuitive da non richiedere un manuale. Comodità: Il sistema dovrà essere comodo di uso con la possibilità di automatizzare gli acquisti. L’obbiettivo cui di arrivare a un sistema tipo configurami e dimenticami. Il punto precedente invita al basso consumo: L’obbiettivo del meno click come caccia al costo risponde al lavoro di efficienza del sistema e l’obbiettività delle pagine: “questa informazione è utile? O appesantisce la pagina”. Nonostante questo il successo viene comunque da una grafica accattivante anche se superficiale. Il compromesso si farà strada facendo. Il sistema dovrà mettere in rilievo il gas, divulgare, e pubblicizzare i produttori registrati nel database. L’inserzione di immagine e necessaria. L’uso delle mappe importante soprattutto nella parte logistica. L’accesso al pubblico non gassista deve essere garantito anche se andranno nascosto i dati sensibili e i costi cioè evitare i problemi dovuto alla legge 675/96 che tutela il rispetto del trattamento dei dati personali (NON i prezzi però). Il sito, quindi, potrà essere percorribile anche senza autentificazione per permettere agli visitatori di darci un occhiata sperando di agganciarli: sempre nella mentalità di “contaminare” Orlando. L’importante non è evangelizzare quanto guadagnare gassisti anche se non convinti dell’etica. Lo scopo cui è di far crescere l’offerta, ovvero quella che produce con la giusta etica, anche se la domanda risulta difficile da rieducare. Il compromesso con i criteri fondatori dei GAS viene scusato dal risultato che la spesa di una persona non finisce a sostenere la GDO. Per questo i GAS dovrebbero fare prova di apertura accettando gente anche poche convinte ma avendo sempre presente che conta più lo sviluppo della rete di economia etica e solidale. Questo supera i concetti teorizzati sulla dimensione di un GAS e gli sotto criteri come il “socializzare”. In pratica le quota di adesione agli GAS dovrebbero essere preso che nullo. Basterebbe una registrazione al sito. La scheda produttore deve integrare i criteri ritenuto dal GAS. Il sito dovrà essere democratico e permettere il rating in continuo di tali criteri da parte dei gassisti sul produttore. Credo che Luigi piacerebbe anche il voto da parte dei produttori sugli GAS. E accetabile. Il voto elettronico dovrebbe essere sistematico anche per ogni azione importante (accoglienza nuovo gassista, inserimento o disabilitazione della scheda produttore, variazione listino prezzo). Sara da rimettere in questione la nozione di referente e il concetto di gruppo (produttori, accoglienza…). Questo per 2 motivo come lo spiegava già Jacopo durante il corso di formazione di educatori di rete. Appesantisce l’associazione, lui da inerzia e taglia le gambe alle forze nuove e piene di volontà rappresentata dagli ultimi entrati spesi condannati al via crucci: delle pulizie di sede. In secondo perchè il sistema deve vivere da se anche quando il leader non c’è più “il leader quando scompare prosegue l’iniziativa”. La macchina deve essere autonoma e funzionare da sola. Lo stesso vale per gli tecnici e gli expert che sono sinonimo di preservazione dell’informazione per mancanza di divulgazione e formazione per preservare la poltrona. Al livello di programmazione la nozione di gruppo risulta e obbliga ad una complessità fatta da regole che ne disturba il funzionamento e lo allontana dagli obbiettivi essenziali. Fa eccezione il gruppo finanze… Il gruppo economico è al GAS come la jurisprudenza è alla società. In altre termine il gruppo produttore porta al GAS quello che la politica impone in democrazia. Il custode della cassa ha delle responsabilità e deve poter correggere il sistema. La moneta è una grande invenzione. Va controllata per correggere le errore umane e per evitare le fraude. Questo gruppo ha diritto di infliggere delle pene elettroniche. Il sito non copre il solo “paniere pieno” ma propone un gamma ampia di prodotti. Deve superare in qualità e quantità quello che si trova in una banale galleria commerciale. Cosmesi, abbigliamento, cartoleria, elettronica, edilizia, usato e riciclato, servizi… Ancora cui, l’inserimento dei dati deve venire dalla gente, dal basso e non da un gruppo o da amministratori. Solamente il micro lavoro di tutti puo raggiungere un macro risultato. Il sistema non è una scatola nera e non tollera l’evasione fiscale. Gli scambi economici vanno rintracciati e sono visibili da tutti. Non esiste la nozione di secreto bancario. Un produttore che chiede di nascondere il suo listino si vede rispondere che il sistema non protegge tale informazione perché non inclusi nella legge. Prende lui dopo la decisione di partecipare o no. Il sistema adopera idealmente gli servizi bancari. I movimenti (quota, spesa, fatture, ricarica…) vanno elencati e sono esportabili. Il sistema prevede la chiusura del bilancio a fine anno. Il conto gassista e sempre evidenziato sul sito. Il sito deve permettere lo “troc” ovvero tutti scambi che non entrano nel paragrafo precedente. Quelli che ha punto non fanno crescere il PIL. I privati possono vendere i prodotti fatti in casa. Ma non possono pretendere il prezzo che chiede la media dei professionali iscritti al l’albo settoriale e contribuenti fiscali. Si traduce in informatica con la migrazione dell’anagrafe persona tipizzata come gassista e produttore. Il conto del gassista viene elettronicamente accredito dalle vendite in assenza totale di scambio fisico di soldi. Il sistema deve pianificare i turni. E uno challenge. Ciascuno deve poter fare tutto qualche volta all’anno. Il sistema non prevede manuale ma procedure: Come assicurare la chiusura del ordine, l’elaborazione della reportistica, l’informazione agli gassisti delle informazione della consegna e la distribuzione. Il rendiconto al sistema del listino Gassista/prezzo. Il sistema non affoga la casella posta del gassista stupidamente ad ogni evento e senza discriminare il pubblico. Una certa parsimonia deve essere trovato nel lancio delle email. Il sistema deve comunicare poco, informazioni sensibile ma deve rimanere comunque vivo. La comunicazione deve essere curata. Le email devono essere di tipo HTML per evidenziare il messaggio. Vanno automatizzate tutto quello che può essere automatizzato. Il sistema offre, in più della solita reportistica consumatrice di carta, l’export di file binary di consegna. Un apposito tool offline per aiutare al momento della consegna. Il tool, con l’uso di un computer, facilita le modifiche quantità/prezzo dei prodotti consegnati e i nuovi calcoli. Alla fine della consegna, il tool genera uno file in output con le modifiche registrate e il totale della fattura. Il sito web prevede l’upload di tali file e la sua elaborazione come segue: decurta in automatico il conto di ogni gassisti, alimenta il conto del produttore e prevede al immediato pagamento in basse alla fattura, riapre in automatico il prossimo ordine con data di consegna elettronicamente elaborata, auto ordina gli prodotti per gli gassisti che hanno automatizzato gli acquisti e, infine, avvisa il gruppo finanze se non giranno i conti. Sugli strumenti complementari e gradita la GAS toolbar. Il sito web degli acquisti non è il sito di presentazione del GAS (chi siamo , dove siamo, perche lo facciamo, i criteri ritenuti, i documenti dell’associazione…). Lasciano agli CMS questo lavoro che fanno bene e lasciano a ciascuna organizzazione il gusto di personalizzare la loro propria immagine. Sono inutile tutte le informazione di uso e tracking del sito. Il ruolo dell’amministratore deve essere quasi annullato a parte l’installazione e l’aspetto sistemista nel mantenere il server. Uno tracce va comunque elaborata per registrare le azione critiche e appoggiare il gruppo finanze nel prendere una decisione. Il database va elaborato con cura e prevede delle tabelle di real time per le attività quotidiane. Il sistema archivia i dati (tipo MESS). Saranno impediti tutte informazione di tipo pubblicitarie o promozionale. Il criterio dell’inutilità dell’acquisto deve rimanere un pilastro. Lo stesso pensiero incrimina la nozione di “catalogo” dove prevale il concetto della disponibilità e il facile accesso al prodotto. Il sistema dovrà avere cura di non provocare flussi mercantili superflue e impulsivi. La stagionalità e lo scaglionamento degli ordini per produttore e/o quantità definisce l’andamento della logica di programmazione. Ripeto non è un e-commerce. L’unica ragione per preservare un accesso al “catalogo” dei prodotti deve corrispondere all’urgenza in cucina. Cioè il momento nel quale in dispensa viene a mancare una cosa irrinunciabile. In questa situazione la nozione di “catalogo” dovrebbe essere ridotta, rilegata nel provocare un ordine. Ma l’uso di tale procedura è già un fallimento del sistema. Tradisce che il gassista non sa fare dispensa o peggiore ancora che il sistema non conosce le statistiche di consumo dei gassisti. Nel jargon, il sito non è in sincronizzato con i utilizzatori. Allora, per coprire le sue irresponsabilità, il sito prevede l’inaffiamento del gassista con tutti prodotti. “le fragole d’inverno”. Il sistema dovrà interagire in rete. Permettere la condivisione e la diffusione delle informazione come le schede produttori e le vendite. Solamente avremmo accesso alla possibilità di costruire una logistica tipo DES. Senza questo pilastro è inutile di versare fiume di soldi sull’aggregazione dell’offerta come si fa attualmente evitando di coinvolgere il destinatario finale che è la domanda. Se nessuno compra… La gente ha perso fiducia e si rende conto che non ha più strumenti in mano per pilotare la sua spesa. La domanda va strutturata con uno sistema informatico che dovrà superare quelli usati per la GDO e e-commerce . Anche perché i loro sistemi sono, all’inizio, per essenza più elementare. Altro esempio di lavoro da automatizzare perché consumatore di tempo e perché non porta nessun beneficio all’iniziativa: le variazione di listino (operazioni CRUD sul database e cambiamento dei prezzi) e la stagionalità dei prodotti (abilita/disabilita) non dovrà richiedere nessun operazione dal gassista ma si farà via web service. Ma soprattutto col interazione diretta dell’offerta nel sistema della domanda.

Il progetto si vuole democratico?